Internet of Things: presente e futuro dell’industria 4.0

Internet of Things: presente e futuro dell’industria 4.0

Già da alcuni anni si parla di Internet of Things (IoT) ma ancora in pochi sanno di cosa si tratta, nonostante la sua diffusione nella nostra vita quotidiana sia sempre più capillare.

Per dare una prima definizione possiamo dire che l’Internet of Things, o Internet delle cose, è quel mondo di oggetti interconessi in rete che dialogano autonomamente fra di loro senza la necessità di un cenno umano.

Sono i cosiddetti smart objects, dispositivi intelligenti, diversi dai computer, che, collegati alla rete, permettono di unire il mondo reale e virtuale, svolgendo specifiche azioni.

Accenture, una delle principali aziende al mondo impegnata nell’internet delle cose prevede che entro il 2020 avremo oltre 25 miliardi di apparati IoT.

Cosa sono i dispositivi intelligenti?

Le caratteristiche che un oggetto intelligente deve avere per essere definito tale sono essenzialmente due:

  • Interconnessione con altri dispositivi, sia diretta che indiretta.
  • essere in grado di scambiare dati attraverso la rete senza l’intervento dell’uomo.

In buona sostanza qualsiasi dispositivo elettronico che abbia la capacità di connettersi, trasmettere e ricevere dati da altri dispositivi può essere definito come smart object.

Solo per fare alcuni esempi si pensi alla domotica che agevola alcune funzioni in casa, ai termostati che regolano in modo autonomo la temperatura.

In linea teorica qualsiasi cosa è collegabile alla rete è uno smart object, anche un animale a cui viene applicato un segnalatore che consente di localizzarlo può esserlo, ma anche una pianta con sensori che ne controllano il fabbisogno di acqua e di luce e persino le persone, utilizzando smartbend o altri dispositivi che ne monitorino i parametri biologici.

Settori di applicazione dell’IoT

I campi di applicazione dell’IoT sono molteplici e vanno aumentando nel tempo. Si va dal settore delle smart home in cui i dispositivi sono chiamati a compiere compiti “più semplici”, come ottimizzare la climatizzazione della casa, alle smart city in cui la mole di dati raccolti è più ampia e le funzioni possono avere un grande impatto nella vita sociale, nella mobilità, nella qualità dell’aria, nell’erogazione di servizi. Largo impiego sta trovando anche nell’agricoltura e nell’industria petrolifera, in cui vengono impiegate strategie IoT per gestire e raccogliere dati da operazioni in remoto o in ambienti spesso pericolosi, per prendere decisioni migliori su dove fare prospezioni in cerca di risorse. Applicazioni sperimentali dell’IoT si stanno sviluppando anche in ambito ospedaliero, in tema di sicurezza e nel campo energetico.

IoT e Smart Manufacturing

Uno dei primi settori in cui l’interconnessione tra gli oggetti ha dato i suoi frutti è sicuramente lo Smart Manufacturing, anche chiamato Industria 4.0.

La quarta rivoluzione industriale di cui si parla oggi si avvale anche dei concetti come quello dell’Internet of Things che ha permesso di ottimizzare la produzione, di aumentare l’efficienza e di rendere più fluidi i processi, ma sta permettendo anche lo sviluppo di nuovi modelli di business grazie alla creazione di prodotti intelligenti, permettendo di passare da una logica di prodotto a una logica di servizio.

Le aziende manifatturiere hanno capito prima di altri settori l’enorme potenzialità della “connettività dei dispositivi intelligenti” e la sua implementazione oggi riguarda molti ambiti del sistema di produzione. Per distinguere questo tipo di applicazioni dell’IoT da quelle dei consumatori e di altri settori, si usa spesso il termine Internet degli oggetti industriale (IIoT).

Lo scopo è interconnettere il più possibile gli elementi della produzione, macchinari, linee e operatori, e ottimizzare i loro processi grazie alla migliore comunicazione che viene a crearsi.

Macchinari intelligenti e capitale umano

Per la “fabbrica digitale” il vantaggio di utilizzare soluzioni che si rifanno all’IoT riguarda soprattutto il miglioramento del processo decisionale, che in ultima istanza, spetta sempre all’uomo. I “Big Data” raccolti dagli strumenti connessi alla rete e interconnessi tra di loro, consentono, se interpretati nel modo corretto, di ottimizzare la produzione riducendo al minimo costi e sprechi. Tutto questo si traduce in un aumento della competitività aziendale, a tutto vantaggio del mercato e dei consumatori.

Impiegare il sistema IoT nell’industria richiede un grande investimento prima di tutto in competenze altamente tecniche. Una delle sfide più grandi è infatti determinare il tipo di dati da raccogliere, come utilizzare le informazioni e quali decisioni prendere in base agli output ottenuti.

In quest’ottica l’empowerment e la formazione delle persone è essenziale. L’aspetto forse più positivo e incoraggiante dell’Internet delle cose in ambito industriale è che l’essere umano, contrariamente alla narrazione prevalente sulla quarta rivoluzione industriale, continuerà a svolgere un ruolo attivo e determinante nella produzione.

Big data, cloud computing e machine learning

Alla base di questi processi di trasformazione del sistema produttivo, basati sulla raccolta e sull’archiviazione di big data e informazioni, un ruolo importante è giocato sempre più dai sistemi di Cloud computing, che espandono praticamente all’infinito la capacità di memorizzare ed archiviare dati.

Lo scambio dei dati tra i macchinari connessi genera un network di informazioni che consentono a ognuno di essi di migliorarsi e progredire costantemente senza rimanere vincolato alle modalità con le quali è stata programmato. Attraverso il “machine learning” le macchine accrescono la loro conoscenza e sviluppano più efficacemente soluzioni ai problemi, con l’aiuto degli altri strumenti connessi alla rete presente all’interno dell’azienda che vengono alimentati dalle continue informazioni provenienti dal mondo esterno e da internet in generale attraverso programmazioni sempre più complesse.

A che punto siamo in Italia?

Oggi l’industria italiana sembra aver compreso l’importanza di questa trasformazione digitale, che passa innanzitutto dall’adozione da parte delle imprese di soluzioni tecnologiche in grado di abilitare il nuovo paradigma e lo sviluppo di competenze digitali necessarie.

Il livello di adozione tecnologica di molte PMI è, infatti, molto alto ma, rispetto a paesi come la Germania scontiamo la mancanza di due asset fondamentali: il sistema di ricerca che favorisce la diffusione tecnologica e un’offerta formativa capace di formare tecnici specializzati.

Inoltre, queste trasformazioni non sono ancora organiche e diffuse a livello nazionale ed è necessario un sistema più convinto a livello Paese ed europeo per sostenere questa sfida. Il Piano Nazionale Industria 4.0  messo in atto dal Governo italiano nel 2017, vuole andare in questa direzione introducendo ammortamenti agevolati per le aziende che intendono investire nell’ammodernamento in chiave digitale e IoT dei loro impianti produttivi.

FONTI:

https://www.internet4things.it/industry-4-0/
https://www.insidemarketing.it/industria-4-0-italia-difficolta-crescita/?IM=noblock
https://www.ilsole24ore.com
https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sullinternet-of-things-in-x-domande-e-risposte

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