Con la Legge di Bilancio 2026 torna l’iperammortamento: la misura che permette alle imprese di dedurre fiscalmente un importo superiore al costo effettivo dei beni strumentali acquistati. Il risultato concreto è un risparmio fiscale che può arrivare fino al 43% dell’investimento.
Come funziona la maggiorazione
La deduzione è strutturata per scaglioni progressivi:
| Investimento | Maggiorazione |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni € | 180% |
| Da 2,5 a 10 milioni € | 100% |
| Da 10 a 20 milioni € | 50% |
Esempio pratico: un’azienda che investe 500.000 € in un sistema MES può dedurre come se avesse speso 1.400.000 €. Con aliquota IRES al 24%, il risparmio supera i 200.000 €.
Quali investimenti sono ammissibili
L’agevolazione riguarda i beni dell’ecosistema Industria 4.0 e Transizione 5.0: MES, sistemi di automazione, software di pianificazione della produzione, soluzioni di monitoraggio energetico e qualità digitale. Il requisito chiave è l’interconnessione con i sistemi aziendali, documentata da una perizia tecnica asseverata.
Proprio la perizia è spesso il punto critico: deve essere redatta da un professionista abilitato e, in caso di verifica fiscale, è il primo documento che viene richiesto.
Perché è il momento giusto
Chi inizia oggi l’analisi degli investimenti ammissibili arriva pronto alla prenotazione GSE non appena la piattaforma è attiva. Chi aspetta rischia di perdere la finestra o di affrettare la documentazione, con tutti i rischi che ne conseguono.
Giovedì 18 giugno alle ore 10 Scao organizza un webinar gratuito dedicato all’iperammortamento 2026, insieme all’Ing. Sergio Quarenghi di Studio Quarenghi, esperto di finanza agevolata e certificazioni Transizione 5.0.
Sul tavolo: quadro normativo aggiornato, aliquote con esempi reali, procedura GSE, perizia tecnica e molto altro. Due punti di vista complementari: chi digitalizza la fabbrica (SCAO) e chi ti aiuta a finanziarla (Studio Quarenghi).
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